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Di Carlo Bertinelli Chiesa Evangelica Bologna

CRISTO CROCIFISSO: CHI E’?

Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei, pazzia per i pagani, ma per i chiamati, giudei o greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio” (1 Corinzi 1: 23-24)

– “Lo crocifissero!” (Giovanni 19:18) – Con tale breve frase del Vangelo viene presentata sobriamente e sinteticamente l’ora decisiva della vita di Gesù di Nazaret e anche della storia dell’umanità.

Viene spontaneo chiedersi: chi era veramente Gesù di Nazaret? E a questa prima fondamentale domanda ne faremo seguire altre. Tale domanda non può essere soddisfatta da risposte superficiali. Molti lo ritengono un semplice e comune uomo, altri un uomo buono che ha insegnato e compiuto del bene, per altri è stato un libero pensatore che ha coraggiosamente sostenuto le sue posizioni anticonfessionali e antidogmatiche. Oppure è ritenuto un eccelso moralista, il fondatore di una nuova religione come Confucio, Budda o Maometto e per qualcuno è stato il primo socialista. Comunque sia, un uomo scomodo per la società di ogni tempo, come dimostra il fatto che fu rifiutato e crocifisso.

Nel tempo si è molto discusso sulla storicità della Persona di Gesù e grandi cervelli si sono scomodati per definire la realtà o il mito della sua vita. In modo particolare dopo il 17° e 18° secolo apparvero le scuole del Protestantesimo Liberale con la “critica superiore” alle Scritture, dell’Escatologismo che riduce la predicazione di Gesù all’attesa della fine, e del Comparativismo storico-religioso che confronta i dati storici con le affermazioni bibliche. I principali dati della vita di Gesù su cui ci si confronta sono l’anno della sua nascita, le due diverse genealogie di Matteo e Luca ed alcune differenze che si trovano nei racconti evangelici. Si tratta di dati spiegabili, non sufficienti per dubitare della storicità di Gesù Cristo. Basti considerare che dalla sua nascita si è iniziato a contare il tempo: prima o dopo Cristo.

Le pretese di Gesù circa la sua persona varcano ampiamente i confini dell’umano. Egli ha affermato di essere senza peccato ed ha sostenuto la sua perfezione morale sfidando i suoi interlocutori a dimostrare il contrario (Giovanni 8:46). Ha dichiarato di essere la luce del mondo ed ha dimostrato la sua affermazione ridando la vista ad un cieco dalla nascita (Giovanni 9:5-7). Ha detto di essere il pane della vita e lo ha dimostrato moltiplicando cinque pani e due pesci e nutrendo così una folla di cinquemila uomini oltre alle donne e ai bambini (Giovanni 6:48; Matteo 14:15-21). Ha sostenuto di essere la resurrezione e la vita ed ha chiamato Lazzaro fuori dalla tomba dove era rinchiuso già da quattro giorni (Giovanni 11:25-44). Ha anche proclamato di essere la verità e la vita (Giovanni 14:6) e ha manifestato di esserlo attraverso la sua resurrezione. Infine ha confermato di essere Dio, uno con il Padre in cielo (Giovanni 10:30). Così come il Padre celeste accompagna le sue dichiarazioni d’amore con fatti concreti (Giovanni 3:16), ugualmente il Figlio ha fatto seguire le sue affermazioni da atti concreti.

Il Signore Gesù Cristo ha affermato e dimostrato di esser Dio stesso, il Creatore, il Santo, l’Altissimo, l’Eterno. Gli rendono testimonianza le Sante Scritture che lo annunciano dall’antichità (Genesi 3:15). Lo confermano le opere che Egli ha compiute (Giovanni 5:36: 10:37-38), le guarigioni di varie malattie e la resurrezione di morti: la figlia di Iairo (Matteo 9:23-26), il figlio della vedova di Naim (Luca 7:12-16), Lazzaro (Giovanni 11: 41-44). Infine lo attestano la Chiesa delle origini, con i suoi testimoni oculari, i Padri e i tantissimi martiri che offrirono la loro vita nella certezza che come Cristo è risorto dai morti così risorgeranno coloro che appartengono a Lui per la fede (1 Corinzi 15:20-22).

Il Signore Gesù non fu un uomo che al colmo della sua follia volle farsi credere Dio, come tanti imperatori e tiranni del passato, ma è Dio che all’apice della sua misericordia, pietà e amore si è fatto uomo per abitare un tempo fra noi (Giovanni 1:14). Egli ha completato la Rivelazione divina (Giovanni 14:9) con la sua Persona e ha offerto alla sua creatura la soluzione del problema del male e delle conseguenze del peccato, fornendo nella fede in Lui una speranza che dona pace, gioia, certezza, un punto di riferimento sicuro ed eterno.

Cristo crocifisso: chi è? E’ Dio, il Signore e Creatore, che si è abbassato nella nostra umanità, di cui ha condiviso tutto tranne il peccato, per essere crocifisso al nostro posto e pagare il nostro debito davanti alla sua propria giustizia, la giustizia divina.

Credo non sia possibile rimanere indifferenti davanti a Gesù. Non è possibile disinteressarsi di Lui o rimanere neutrali.

L’atteggiamento che assumiamo verso il Cristo crocifisso avrà per noi un valore eterno (Luca 9:26).

Al di là dei vari pensieri religiosi, si impone alla nostra coscienza la doverosa necessità di esaminarci alla luce della Parola di Dio e con il prezioso aiuto dello Spirito Santo, per affidarci completamente a Dio che ci ama, che è venuto sulla terra per noi perché vuole perdonare tutti i nostri peccati e salvarci per l’eternità.

Gesù è il Figlio di Dio crocifisso per me.

“Chi vuole conoscere l’amore, si ritiri sul Calvario e guardi morire l’Uomo dei dolori” (Charles H. Spurgeon)

Carlo Bertinelli

Gennaio 2017

CRISTO CROCIFISSO: PERCHE’?

“Colui che non conobbe peccato, Egli lo fece peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in Lui” (2 Corinzi 5:21)

Attraverso il racconto della crocifissione trasmessoci dai quattro evangelisti, apprendiamo che sulla croce il Signore Gesù pronunciò sette brevi frasi:

“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” ( Luca 23:34)

“Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso” (Luca 23:43)

“Donna ecco tuo figlio, ecco tua madre “ (Giovanni 19:26-27)

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46; Marco 15:34)

“Padre nelle tue mani rimetto lo spirito mio” (Luca 23:46)

“Ho sete” (Giovanni 19:28)

“E’ compiuto!” (Giovanni 19:30)

Dovremmo soffermarci su ciascuna di tali frasi perché ognuna ha un suo particolare messaggio, ma nell’insieme ci fanno capire che il divino crocifisso, anche nel supplizio della croce, non era fisicamente indebolito, sfinito, esausto, ma rimase eretto nella sua persona, capace di gridare e con la testa alta, che chinò solo nel momento in cui cacciò il suo spirito affidandolo nelle mani del Padre (Giovanni 19:30). La sua morte fu volontaria (Giovanni 10:17-18), apparentemente sembrò una sconfitta, ma fu poi seguita dal più grande dei trionfi: la resurrezione.

La frase centrale fra quelle espresse dalla croce (Dio mio, Dio mio…) ha per noi un profondo significato spirituale, ma anche emotivo, sentimentale e commovente. Mette in luce la perfetta umanità di Gesù, che si interrogò non per ricevere una risposta razionale, che conosceva molto bene, ma per invocare come uomo l’aiuto divino indispensabile a sostenere il peso e la condanna del peccato di tutta l’umanità.

La risposta a questa domanda di Gesù, cioè al perché della croce e dell’incarnazione, non era quindi indirizzata a lui, che essendo Dio conosceva il pensiero del Padre, ma deve giungere a noi, che spesso siamo tardi a comprendere e non abbiamo il senso delle cose di Dio (Matteo 16:23). Gesù è stato l’unico uomo nato per morire e nella sua morte è racchiuso il germe della nostra vita (Giovanni 12:24). Tutti noi sappiamo che siamo destinati alla morte, che è la conseguenza del nostro peccato (Romani 6:23). Gesù essendo privo di peccato non avrebbe dovuto morire, ma il pensiero della morte ha costantemente dominato la sua vita ed ha voluto morire per espiare, con la sua vita offerta in sacrificio, il peccato dell’umanità (Romani 8:23).

Attraverso la sua Santa Parola, il Signore ha rinchiuso tutto sotto peccato (Galati 3:22). Ha dichiarato che tutti gli uomini sono peccatori, separati da Lui e di conseguenza eternamente perduti. Il peccato antico, come quello di ogni individuo, consiste nel rifiuto della propria creaturalità, nella pretesa della propria autonomia e indipendenza, così che Dio è messo alla porta della nostra vita. In modo drastico o religiosamente cortese Egli è sempre escluso, anche se qualche volta viene chiamato in causa in modo critico e oltraggioso. Poiché Dio, il Creatore, è colui che conferisce senso, significato e valore a tutto, il peccato, privando l’uomo di Dio, lo ha ridotto a non avere senso, significato, dignità e valore. L’uomo volendo essere tutto, come Dio ha finito per non essere più niente.

Nel suo infinito amore, Dio ha voluto ristabilire la relazione con la propria creatura, ha voluto risollevarla e farla partecipe dei suoi valori. Per raggiungere tale obiettivo era indispensabile togliere il peccato, causa fin dalla sua origine di separazione.

Tutte le persone umane sono nel peccato (1 Re 8:46; Giobbe 15:14; Proverbi 20:9; Ecclesiaste 7:20;

Romani 3:9-19) e nessuno ha la possibilità di emanciparsi o di espiarlo. Era necessario un uomo che fosse perfetto, così Dio è venuto in carne simile alla nostra, è stato tentato come noi e nella sua vittoria ha dimostrato la sua perfezione (Matteo 4: 1-11; Luca 4: 1-13; Ebrei 4:15). Solamente Gesù, Dio incarnato, possedeva la perfezione morale per potersi caricare del peccato di tutta l’umanità, sostituirla davanti alla sua propria giustizia divina ed espiare attraverso la sua morte ogni peccato, tutto il male passato, presente e futuro generato dall’intera umanità. Il nostro testo evidenzia una grande verità. E’ senza dubbio vero che l’Immacolato Gesù, concepito dallo Spirito Santo in Maria vergine, non conobbe né ebbe a che fare con il peccato tanto che si può affermare che: “L’immacolata concezione riguarda il Figlio e non la madre” (Gaston Racine). E’ altrettanto vero che Egli ha portato sul suo corpo tutto il peccato dell’umanità venendo considerato il peccatore per eccellenza. Ma il testo biblico ci dice di più, cioè che Gesù è stato fatto peccato in modo tale che nella sua morte il mio e nostro peccato fosse ucciso con lui, morisse, non esistesse più (Michea 7:18-19) e la giustizia divina fosse imputata a chi crede in Lui. Cristo Crocifisso: perché? – Per offrire all’uomo l’unica possibilità di essere salvato, avendo annullato il peccato, la colpa che ci condannava, che è stata uccisa alla croce ed ora davanti al Signore non esiste più!

“Dio non vuole che io faccia qualcosa, Cristo ha già fatto tutto!” (Charles H. Spurgeon).

Carlo Bertinelli.

Meditazione dalla trasmissione radiofonica “IL LIBRO DEI LIBRI” di Carlo Bertinelli.

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