La Speranza
ROMANI 15:13
“Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché
abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo.”
Normalmente la vita cristiana viene definita “vita di fede” e i cristiani si dicono “credenti”. Inoltre il segno distintivo dell’esistenza cristiana è senza dubbio l’amore. L’idea della speranza è meno vicina a noi, ci è meno familiare, eppure sappiamo bene che le virtù teologali citate dall’apostolo Paolo sona tre “fede, amore e speranza” e queste tre virtù sono indissolubili (l Corinzi 13:13).
La speranza denota una attesa fiduciosa di qualcosa o di qualcuno ed è molto importante perchè offre una prospettiva di vita. Senza speranza la vita appare piatta, vuota, vana e priva di significato, tuttavia la speranza umana può essere una semplice illusione priva di fondamento e che non offre alcuna garanzia di realizzazione. Al contrario la speranza biblica si presenta come un’attesa certa di cose buone e favorevoli, perché si fonda nel Signore, nelle sue promesse (Geremia 29:11). Biblicamente l’uomo non crea, non inventa, né costruisce la propria speranza, ma la riceve come dono di Dio. Dio suscita la fede, dona la speranza e produce l’amore nel cuore di coloro che gli appartengono. Anche la speranza è dunque un dono del Signore (2 Tessalonicesi 2:16).
E’ bello ed importante considerare che le tre virtù vengono dette “teologali” perchè sono ritenute soprannaturali. Possono essere donate all’uomo solo da Dio e sono inscindibili, anche se la maggiore è l’amore per il suo carattere eterno. Nel futuro escatologico non sarà più necessario credere, perchè vivremo nella realtà di ciò che abbiamo creduto, né dovremo più sperare perchè saremo già in possesso di ogni bene atteso, ma l’amore durerà per sempre. Fede, amore e speranza si affiancano, si sovrappongono, si intrecciano e si fondono per offrire al cristiano una vita colma di significato.
La prima considerazione che siamo obbligati a fare è che la speranza cristiana si fonda e si attua nella fede: “…è in spirito, per fede, che aspettiamo la speranza della giustizia” (Galati 5:5). La speranza è realtà (hypostasis) di ciò che si crede, prova, dimostrazione di ciò che non si vede (Ebrei 11:1). In un certo senso la speranza supera la fede, va oltre la fede senza abbandonarla, si proietta nel futuro fondandosi nel passato. Proprio per il fatto che nel passato ha ricevuto una santa chiamata (Efesini 4:4), ha fatto l’esperienza della fede e ha conosciuto la bontà del Signore (1 Pietro 2:3) il Cristiano può attendere il futuro con speranza.
Se la speranza cristiana si fonda nella fede, è altresì certo che essa opera nell’amore.
L’amore di Dio ci fa sperare e così la vera speranza è permeata d’amore, si riflette e si trasmette nell’amore. “L’amore tutto spera” (1 Corinzi 13:7). Dove manca l’amore non può esservi speranza, ma solo disperazione, avvilimento, sconforto, tutte cose che portano alla chiusura verso gli altri, all’egocentrismo, alla solitudine, all’isolamento.
L’interdipendenza delle virtù teologali è magistralmente espressa dall’apostolo Paolo che, sulla base della fede, indica nella speranza la forza dell’amore: “…abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesù e dell’amore che avete per tutti i santi a causa della speranza che vi è riservata nei cieli…” (Colossesi 1:4-5). Privi di speranza si precipita nella “evagatio mentis”, nella necessità di evadere attraverso vani discorsi, distrazioni, divertimenti, insaziabilità varie, avidità, soddisfacimento di vane curiosità.
Possiamo elencare altri aspetti della speranza cristiana. Questa è paragonabile ad una partenza, ad un incamminarsi nell’oscurità verso ciò che è stato promesso. Fu l’esperienza di Abramo, di cui ci viene detto che “sperò contro speranza” (Romani 4:18), sperò quando tutte le circostanze sembravano ostili.
Inoltre la speranza è sinonimo di libertà dalla schiavitù e dalla corruzione del peccato (Romani 8:20-21), consiste nell’attesa della gloria di Dio di cui saremo partecipi malgrado la nostra indegnità (Romani 5:2) ed è gioia (1 Tessalonicesi 4:13). Quando per qualche ragione la speranza viene meno, si offusca, perde la propria vivacità, subentrano la tristezza, la paura, l’angoscia. Per questo la fretta di vedere realizzata la speranza deve lasciare spazio alla pazienza, alla calma, alla sopportazione. Anzi più viene ostacolata, più la speranza è spronata ad essere paziente (Giacomo 5:7-8).
La speranza, l’attesa paziente ci mantiene giovani. Il nostro essere esteriore si va
consumando, ma quello interiore si rinnova di giorno in giorno, malgrado le lotte, le delusioni e le sconfitte, nella nostra aspirazione a ciò che è eterno (2 Corinzi 4:16-18).
Infine la speranza si manifesta nella nostra santificazione (1 Giovanni 3:1-3; 1 Pietro 1:13-16; 2 Pietro 3:11-12). Colui che spera è proteso in avanti verso ciò che sarà e attraverso il processo della santificazione cerca di allontanarsi sempre più dal suo passato per tendere alla realizzazione del suo futuro.
Il Dio che ci consente di sperare ci conceda una speranza abbondante, per vivere nella pace e nella gioia attraverso la potenza dello Spirito Santo. “La speranza è un sogno che si fa da svegli” (Aristotele). Perseveriamo nella speranza, facciamone la nostra bandiera e Dio realizzerà i nostri sogni.
(Carlo Bertinelli)
